Oggi è la Giornata Nazionale delle persone con la Sindrome di Down, un occasione in più per parlarne e sensibilizzare. Quale migliore occasione per accettare l'invito di Barbara che chiede la collaborazione a "buttare giù il muro", il muro dell'ignoranza, dei pregiudizi, dell'indifferenza e della pietà. Una mamma che probabilmente di muri ne ha dovuti costruire molti per evitare sofferenze e dispiaceri. Barbara, insieme ad altre mamme di bambini con la Sindrome di Down ci chiede di raccontare il nostro sguardo nei confronti di questi bambini. Devo ammettere che se al principio ho pensato subito di contribuire con i miei pensieri e parole dall'altra mi sono chiesta se sarei stata in grado di farlo senza sembrare scontata o poco sincera.
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venerdì 21 marzo 2014
mercoledì 19 settembre 2012
Educare alla diversità.
Quest'anno, grazie alle maestre di mia figlia, ho avuto il piacere di prendere parte alla decima edizione del Premio Letterario Stefano Gay Taché, l’amico dei bambini. Premio intitolato alla memoria del piccolo Stefano, vittima dell’attentato che colpì il quartiere ebraico di Roma il 9 ottobre 1982. Il bambino venne ucciso davanti alla sinagoga da un commando palestinese. Un iniziativa che prosegue negli anni per non dimenticare.
Ricordare la sua morte è gettare un seme di speranza nelle nuove generazioni affinché mai più si ripetano eventi come questo.
L'iniziativa, indirizzata ai bambini di 4 elementare, prevedeva la lettura di quattro libri di narrativa e la visione di due video di cartoni animati selezionati da un apposita commissione. Durante l'iniziativa, gli autori dei libri e dei video più votati dai bambini hanno ricevuto dei riconoscimenti. La piazza del campidoglio si è vestita, per l'occasione, di bellissimi disegni realizzati dai bambini.C'erano molte scolaresche chiamate a riflettere, in più modalità di espressione artistica, sui temi del dialogo, della pace e dei valori civili. A farla da padrone è stata la musica, ma non sono mancati momenti di intensità declinati nel segno della lettura, della recitazione e della poesia. Ogni scuola ha ricevuto un melograno simbolo di fratellanza.
Voglio ricordare questi bambini che recitavano Neruda e cantavano Vecchioni e Povia come un bel regalo di compleanno visto che si è svolto in quel giorno!
Sono grata alle maestre per aver aderito a questa iniziativa del comune di Roma perchè tutta la preparazione all'evento e l'evento stesso hanno dato modo ai bambini di riflettere su temi molto importanti.Sono dell'opinione che bisogna puntare molto sull'educazione dei nostri figli come chiave di volta per un futuro migliore. E' fondamentale intervenire a livello scolastico, educativo e familiare per limitare l'insorgere del pregiudizio che non è innato ma ha un suo fondamento nelle influenze ambientali, sociali e familiari.
L'intera esperienza formativa di ognuno di noi e basata sulla presenza dell'altro. Relazionarsi con gli altri vuol dire entrare in contatto con qualcuno che è diverso da me. La diversità è spesso vista in chiave negativa, ancora oggi la presenza di una persona straniera o portatrice di handicap all'interno di un gruppo genera difficoltà.
Io ho fatto della diversità la mia filosofia di vita, questo bisogno di confrontarmi con il diverso per allargare la mia conoscenza e arricchirmi. Spero di trasmettere questo messaggio alle mie figlie a cominciare dalle piccole cose, mi auguro inoltre che i nostri figli saranno in grado di percepire la "differenza" come un valore una risorsa e un diritto. Va bene lo scontro perchè anch'esso costruttivo ma non la discriminazione. Stimoliamo i nostri figli a pensare con la propria testa e non a dir loro cosa devono pensare, mettiamoli nelle condizioni di porsi domande, insegnamogli a mettersi nei panni altrui io ci provo ogni giorno e non sempre ci riesco!
Tu non sei come me, tu sei diversoMa non sentirti perso
Anch'io sono diverso, siamo in due
Se metto le mani con le tue
Certe cose so fare io, e altre tu
E insieme sappiamo fare anche di più
Tu non sei come me, son fortunato
Davvero ti son grato
Perché non siamo uguali
Vuol dire che tutt'e due siamo speciali.
B. Tognolini
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