Visualizzazione post con etichetta Teatro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Teatro. Mostra tutti i post

lunedì 11 febbraio 2013

Un' altra pillola di sano teatro..

Ci siamo concessi un altro piacevole pomeriggio in compagnia dei giovani attori del Teatro Vascello. Chi mi legge conosce la nostra passione per il teatro e il nostro modo di farne tesoro.
Di nuovo una favola sulle diversità. incentrata sulla figura di Quasimodo, il misterioso campanaro di Notre-Dame di Parigi. Lontano dal racconto originario di Victor Hugo la rappresentazione abbraccia, per ovvi motivi, la linea dinneyana trasportando i bambini in un vortice di magia, divertimento ed emozione.


La storia comincia con il pianto di un bambino in una notte oscura, tra i canali della Senna. Un bambino dall' aspetto anormale e sgradevole figlio di una gitana. Solo la cattedrale che tutto può e tutto vede riuscirà a salvare il bambino e legherà per sempre la sua vita a quella di Frollo, l'arcidiagono di Notre-Dame. Quasimodo, questo il nome che viene dato al bambino, è condannato ad anni di solitudine in una magica prigione in compagnia dei simpatici amici gargoil.

lunedì 16 gennaio 2012

Più teatro...più valori!

...ancora teatro, in poco tempo di nuovo l'opportunità di raccontarvi una piacevole rappresentazione teatrale.

Stavolta uno dei miei preferiti tra gli amici cartacei: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare  di Luis Sepulveda.

Può sembrare  solo una storiella per bambini ma in realtà è un racconto fantastico vissuto da animali per parlare di un tema delicato che interessa da sempre l'umanità: l'abbattimento delle barriere razziali.



La storia, che ruota intorno al porto di Amburgo, narra la storia di una gabbiana che durante un rifocillamento di aringhe  viene sorpresa da una macchia di pretolio. La gabbiana riesce ad affidare in punto di morte il proprio uovo ad un gatto di nome Zorba, stappandogli 3 promesse: quella di non mangiare l'uovo, di crescere il nascituro e di insegnargli a volare. Zorba chiede consiglio ai suoi 4 amici e grazie al loro aiuto la piccola gabbianella, ribattezzata Fortuna, riesce a nascere.
Fortuna cresce sentendosi un gatto e si scontrerà con la realtà di essere diversa da coloro che l'hanno cresciuta. La diversità della gabbianella non è, per gli amici felini, un ostacolo nel provare affetto nei confronti di una creatura diversa da un gatto.

La compagnia del teatro Vascello di Roma, La Fabbrica Dell'Attore, è riuscita a conservare tutti valori fondamentali su cui la storia originale è basata e cioè: amore, rispetto per la natura e senso di solidarietà.

Intatta è anche la visione che l’autore ha dell'uomo: un essere in grado di distruggere e di devastare un mondo del quale è solo ospite, ma anche l’unico in grado di risanare i danni causati. La metafora di questo concetto risiede nel personaggio del poeta, che comparirà  solo nel finale. Sarà grazie al suo aiuto, materiale e morale, che la gabbianella riuscirà finalmente a spiccare il volo.

Lo spettacolo si avvale di canzoni che gli attori eseguono dal vivo, di battute esilaranti che coinvolgono non solo bambini ma anche adulti.
Il regista, Maurizio Lombardi ,ci offre una rappresentazione nella quale il lavoro sul corpo è il vero protagonista. 



Sicuramente il messaggio non sarà arrivato per intero a  tutti i bimbi che erano seduti in teatro, messaggio per cui lo stesso scrittore ha lottato per anni, subendo perfino l'esilio dalla sua patria in nome dei diritti e dell'uguaglianza dell'uomo. Certamente però hanno assistito ad una favola che parla dell'importanza della diversità, intesa come arricchimento, del rispetto dell'altro, del sostegno del gruppo nella realizzazione dei propri progetti, della solidarietà, collaborazione e amicizia. Non ultimo il rispetto per la natura.



Nel finale un invito ad agire: "Vola solo chi osa farlo"!






mercoledì 28 dicembre 2011

Il Teatro fa scuola...

Oggi siamo state con le bambine al teatro e come sono abituata a fare sempre nel mio angolino, questo mi da occasione per parlare di un'altra delle mie passioni...  la forma espressiva che preferisco IL TEATRO!

Più di una fiaba fissata in un libro, più di un film che scorre su uno schermo, la narrazione nel teatro ci coinvolge in e con tutti i sensi grazie soprattutto alla presenza sul palco degli attori, che sono in carne ed ossa ed è proprio la loro presenza che crea la magia del teatro.

Come tutte le forme d'arte, penso sia importante trasmetterle e condividerle con i nostri figli
.
La "magia" teatrale , non solo consente di esorcizzare, di vivere in modo sensato le paure ma aiuta anche ad acquisire modalità complesse come una storia e semplici come un alfabeto per esprimere i sentimenti.
Lo trovo un ottimo insegnamento per imparare progressivamente il rapporto realtà/finzione E' senza dubbio un esperienza che coinvolge i bambini a livello fisico, cognitivo. emotivo e relazionale.

Questo vale anche per i bambini più piccoli e sono dell'opinione che sia una falsa leggenda quella che loro possono essere coinvolti solo facendoli "agire". Avvicinarli fin da piccolissimi al teatro va sicuramente a stimolare quelle doti innate del bambino, fantasia e immaginazione
Visto il periodo la scelta è ricaduta su una storia tipica del Natale: IL VESTITO VERDE DI BABBO NATALE.

Dal delizioso testo di Gigi Palla, la storia di un Babbo Natale alle prese con la modernità, la concorrenza, la perdita dello spirito natalizio.

Pare che la fisionomia di Babbo Natale, come tutti noi lo conosciamo, abbia un’origine piuttosto recente, il primo vestito diBabbo Natale, non era di quel rosso sgargiante bordato di bianco, che tanto ricorda i colori di una nota bibita americana: il suo vestito era piuttosto verde, verde come le chiome dei boschi che circondano la sua casa a Rovaniemi, in Lapponia.

Il vestito verde di Babbo Natale, ricostruisce le circostanze in cui si realizzò questo cambio di colore dell’abito di Babbo Natale: un cambio che ha finito per rivoluzionare le placide abitudini del magico dispensatore di regali, rendendo la sua vita più frenetica, più stressante, più caotica, in una parola più… moderna!

Vedrete un Babbo Natale che riceve lettere “che sembrano gli ordini di una multinazionale”, piene di pretese e nessuna dolcezza, da parte di bambini iper tecnologici, che hanno perso la magia del Natale e il suo significato più profondo. Babbo Natale, alle prese con Mr. Coke, che cerca di ridurlo ad  pezzo di un ingranaggio produttivo, che gli ha tolto le renne, e fornito un elicottero, per consentire consegne più veloci ed efficienti, si deprime e minaccia lo sciopero. Reagirà, grazie alla dolcezza di un bambino - che lo farà sentire di nuovo unico e prezioso – e alla spinta dell’amica Befana.


Uno spettacolo bello, istruttivo, pieno di calore e di battute divertenti.

Lo spettacolo è costruito utilizzando diverse tecniche di realizzazione scenica come teatro d’ombre, il teatro di figura e naturalmente il teatro d’attore, con queste tre tecniche insieme, celebra la festa più amata da grandi e bambini in modo originale e didatticamente efficace: un invito a non limitarsi ad essere in questo particolare periodo dell’anno solo dei distratti consumatori.

Mi suggerisce inoltre un'altra riflessione: la modernità ha certamente offerto maggiori agi e maggiori vantaggi, ma ha anche reso tutti molto più stressati, competitivi e individualisti!

Sicuramente le bambine non sono in grado di assorbire per intero l'insegnamento fornito dal nostro spettacolo natalizio ma sentirle dire: "mamma era proprio bello" è una piccola gioia di mamma.













.
.
.