Come diceva Dante "non può tutto la virtù che vuole" ed io, come spesso mi succede, volevo più del facilmente fattibile e mi stavo perdendo questa bellissima mostra.. Poi grazie ad una proroga inaspettata riesco a passare un bel pomeriggio di fine luglio immersa nella magia di Mirò.. Una magia che ancora ci accompagna la sera prima di dormire (visto i limiti TV) leggendo i due libri comprati alla mostra o cimentandoci nella realizzazione di suoi dipinti.
All'interno della mostra una gradita sorpresa un audio-guida per bambini realizzata da bambini. La voce narrante si rivolge a due animaletti che si trovano in visita alla mostra facendo loro delle domande e invitandoli a riflettere. Il bambino che ascolta, attraverso il metodo induttivo, arriva alla comprensione della pittura di Mirò. Un gioco divertente che li guida dalla realtà all'astrazione seguendo i tre elementi tanto amati dall'artista: Cielo, Terra e Mare.

Ho visto, con molta gioia, le mie figlie prese da questi dipinti che sembrano fatti da loro coetanei usando i loro colori preferiti: blu, giallo e rosso. La piccola ha ribadito più volte ciò che la vocina nell'orecchio le diceva: "da una macchia può nascere una figura stravagante, piccoli mostri e personaggi bizzarri". La grande, invece, era incuriosita da tutto il periodo durante il quale Mirò abbandona l'uso del cavalletto e pittura in terra. La incuriosivano le tele fatte pitturando con mani e piedi. Gli ultimi anni durante i quali Mirò spalmava la pittura con i pugni sono stati i più apprezzati.
Ero così soddisfatta del loro coinvolgimento che gli ho promesso che un giorno sperimentiamo qualcosa di simile alla pittura materica spalmando pitture e materiali di riciclo producendo spruzzi e sgocciolamenti, ne sarò in grado?
Chi mi legge lo sa già, io ritengo che la scuola non avvicini abbastanza i bambini all'arte. Non sempre sono stimolati fin da piccoli ad avere un atteggiamento creativo rispetto ai materiali e all'uso del colore. Viene ignorata l'importanza di osservare commentare e confrontare. Spesso viene proibita la libera interpretazione.
Abituarli ad osservare la realtà in modo non superficiale mi sembra di grande importanza e trovo che artisti come Mirò, cosi vicini all'immaginario infantile, sono una corsia preferenziale verso il bello di un opera d'arte e le emozioni che ne derivano
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Ho capito tardi l'utilità di sperimentare tecniche e materiali senza inibizioni e la grande non ha avuto da subito il piacere di farlo ed ora vorrei cercare di rimediare cercando, quanto possibile, occasioni per sviluppare creatività, per conoscersi, per imparare a guardare otre l'apparenza. Avrei voluto farle partire proprio da una macchia ma ahimè certe cose si imparano con il tempo e ci accontenteremo di partire da dove siamo, conoscendo l'arte e sviluppando una capacità di giudizio personale.
La mostra ci ha dato una grande opportunità per fare tutto ciò ma vi mostrerò quello che siamo state in grado di fare durante il mio
"mercoledì dell'arte" che ripartirà il 3 ottobre.